Mercoledì 05 Agosto 2009
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"RELAZIONE ALL'ASSEMBLEA REGIONALE DI PRESENTAZIONE DELLA CANDIDATURA"
"Perugia, Park Hotel - Ponte San Giovanni"      

di Alberto Stramaccioni

Vorrei innanzitutto ringraziare tutti voi che siete qui presenti stasera proprio perché oggi iniziamo un lavoro comune, impegnativo, intenso con un obiettivo condiviso.
Il candidato segretario e la mozione Franceschini lavoreranno per costruire insieme il Pd in Umbria e in Italia e per aprire una fase politica nuova.
E’ naturale che ci sia autonomia reciproca e dialettica tra candidato segretario e mozione. Bisogna infatti lavorare insieme in modo distinto, ma non distante.


Come sapete non ho sottoscritto alcuna mozione nazionale, ma d’altronde casi analoghi ci sono in altre regioni. Per presentarmi,
- ho quindi raccolto autonomamente una parte delle firme; 
- ho dato vita ad un Comitato politico-organizzativo autonomo che dirigerà la mia campagna congressuale;
- presenterò delle liste autonome per eleggere i componenti dell’Assemblea e della Convenzione.
Tutto questo per ottenere un valore aggiunto nella campagna congressuale che ci consente di avere una gestione autonoma del partito oltre le logiche della militarizzazione contrappositiva e correntizia. D'altronde ho lavorato per costruire una proposta politico- programmatica di carattere regionale condivisa che andasse oltre le mozioni. Era una prospettiva rivolta alle altre mozioni, ma i vertici della Bersani a differenza della Franceschini hanno ritenuto di non condividerla e non accettarla. 
Vorrei tuttavia precisare che non ci sono vestali che possono dire di rappresentare migliaia di iscritti. Non posso quindi che ringraziare anticipatamente chi vota Bersani e sostiene la mia proposta politica e programmatica di candidato Segretario regionale.
Non posso naturalmente che esprimere una forte gratitudine politica a tutti coloro che condividendo la mozione Franceschini intendono sostenere, anche la mia candidatura a Segretario regionale.
Questa mia proposta autonoma nasce innanzitutto dalla consapevolezza dello stato del partito nella nostra regione, dopo otto-nove mesi di lavoro, come Segretario Provinciale. Ci sono state divisioni e conflitti laceranti. Le elezioni Comunali, Provinciali, Europee del 6-7- giugno ci hanno consegnato un risultato elettorale, su cui è utile tornare a riflettere, che non è stato certo positivo, con una consistente perdita di voti a cui ha fatto da contrappeso la vittoria nelle due Provincie e nei principali comuni dell’Umbria.
Ma oggi abbiamo di fronte le prossime elezioni regionali particolarmente insidiose. E purtroppo i conflitti preelettorali di ieri coincidono con le contrapposizioni congressuali di oggi. Di fronte a tutto ciò la mia proposta ha una valenza essenzialmente regionale. Nel mio documento si prospetta una proposta per andare ad un confronto congressuale non militarizzato. Sono convinto che cittadini ed elettori non condividono i nostri continui litigi.
Non mi sottraggo di certo al confronto sui temi del dibattito nazionale tra le mozioni. Il Congresso Pd è certamente fondativo e strategico e proprio per questo io credo che bisogna valorizzare almeno i quattro punti che le due mozioni hanno in comune:

- viene infatti condivisa l’idea che un moderno partito riformista in Italia possa trovare un significativo punto di riferimento e di identità in Europa, nell’esperienza dei democratici, dei progressisti e dei socialisti chiamati a rivedere le proprie politiche di fronte alla crisi dello stato sociale, ai grandi mutamenti internazionali derivanti dai crescenti processi di globalizzazione, presenti ormai in tutti i settori della vita economica, sociale e culturale;

- viene inoltre condivisa l’idea che una nuova configurazione del sistema politico-istituzionale italiano assuma sempre di più i caratteri di un sistema bipolare, ma non bipartitico. Le riforme istituzionali e costituzionali e una nuova legge elettorale non possono che muoversi lunga questa prospettiva di riorganizzazione, semplificazione e di ammodernamento del sistema politico istituzionale italiano a partire dal passaggio ad una sola camera legislativa, con un Senato federale ed il dimezzamento dei parlamentari eletti;

- viene condivisa l’idea che si debba lavorare per dare vita ad una nuova coalizione riformista, per tornare a governare il paese, basata su chiari e definiti indirizzi programmatici, superando alleanze litigiose e non sufficientemente coese politicamente e programmaticamente, con l’obiettivo di giungere ad una vera e propria modernizzazione del paese;

- viene condivisa l’idea di costruire un moderno Partito Democratico con una identità nazionale, di tipo federale, regionalista ed autonomo che esprima un forte radicamento sociale con una larga base associativa di iscritti, una legittimazione degli elettori e un’ambizione culturale che formi ed esprima una nuova classe dirigente. 
Di fronte alla condivisione degli obiettivi politici generali appena riassunti con il mio documento intendo proporre una piattaforma politico programmatica che possa rappresentare un punto di incontro tra iscritti, cittadini ed elettori per affermare una più chiara identità politico programmatica del Partito Democratico dell'Umbria per la crescita e la modernizzazione della regione.
Crisi internazionale – Situazione in Umbria. Identità riformista del Pd dell’Umbria – Affermare un progetto di modernizzazione sul piano politico-istituzionale e su quello economico-sociale.
Di fronte a questa situazione occorre dare vita ad un nuovo progetto intorno ad una piattaforma programmatica chiaramente riformista, che possa aggregare un nuova coalizione più ampia e coesa e che, per capacità di proposta e di innovazione, sappia quindi affrontare anche in Umbria le sfide del secolo. (sintesi)
Una efficace azione riformatrice ha bisogno di essere sostenuta da un vasto schieramento di forze politiche e sociali che possono rischiare nel breve periodo di vedersi messo in discussione il proprio consenso. Ma sono convinto che, nel medio e nel lungo periodo la loro azione politica e riformatrice porterà ad una maggiore giustizia e crescita economica e sociale.
Una nuova alleanza riformista quindi nel sostenere l’azione del governo statale e locale non può gestire la spesa pubblica con il solo obiettivo di creare, accrescere o consolidare il consenso, ma deve prioritariamente attuare un progetto ed un programma volto a realizzare quelle riforme sociali capaci di difendere gli interessi generali di una comunità e non quelli dei ceti sociali più forti o protetti.
Una nuova alleanza riformista plurale, larga e coesa programmaticamente è necessaria e indispensabile per rendere credibile una vera e propria azione modernizzatrice.
Occorrerebbe la convocazione di una vera e propria Costituente Umbra per segnare la necessità di una collaborazione e di una svolta.
Lo strumento partito Pd è una grande novità perché gli iscritti e gli elettori sono protagonisti. Le primarie del 25 ottobre dopo quelle del 14 ottobre 2007 possono investire su questo “nuovo concepimento” del Pd di carattere autonomo e regionale del Pd, di rinnovamento della classe dirigente e di confronto aperto su questi temi con la società regionale.
Il Viaggio in Umbria dal 25 agosto al 25 ottobre in 60 giorni nei 92 comuni servirà per affermare e raccogliere idee e proposte per “un’Umbria più giusta, libera, moderna”.
Confrontarsi con lo schieramento a noi avverso ci possono essere differenze di valutazione. 
La particolarità della candidatura a Segretario regionale da parte della mozione Bersani rappresenta oggettivamente un caso unico nazionale. Si tratta di un assessore regionale in carica, che al di là della persona, può esprimere una volontà politico- programmatica oggettivamente conservativa. Dà l’idea di un Pd la cui identità e nella conservazione del potere purchessia.
Apertura, innovazione, libertà, modernizzazione, governare per il benessere sociale diffuso, ridurre sprechi, ingiustizie, clientelismi non governare solo per il consenso pur importante. 
Tanti, troppi misurano l’azione del governo solo dal livello del consenso che porta.
Una politica di riforme porta ad una riorganizzazione e redistribuzione del consenso.
Governare significa innovare, trasformare, rendere più civile libero e democratico un paese e una comunità.
Se questo messaggio passerà tra gli iscritti e soprattutto tra gli elettori e cittadini io credo che si affermerà una nuova identità del Pd, un nuovo partito e potremmo vincere la nostra sfida congressuale e aprire così una fase politica nuova in Italia e in Umbria.
(resoconto sintetico)

 

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