In difesa dell’alternanza e del bipolarismo
Intervento in aula a Montecitorio
di Alberto Stramaccioni
Grazie Signor Presidente,
come ormai noto siamo qui impegnati da due giorni per illustrare i diversi o.d.g. che tutti i parlamentari dell’Unione hanno presentato sul d.d.l. per convertire il decreto riguardante “le misure per contrastare i fenomeni di violenza in occasione di competizioni sportive” .Con questa iniziativa, dopo l’apposizione dell’ennesimo voto di fiducia al Governo sul decreto legge, nel rispetto delle norme del Regolamento della Camera, intendiamo contrastare quel vero e proprio colpo di mano che il centrodestra intende attuare con le modifiche della legge elettorale.
L’o.d.g. di cui sono firmatario chiede di impegnare il Governo a presentare al Parlamento, entro un anno dalla entrata in vigore della legge, una relazione sullo stato di attuazione del programma di iniziative poste in essere dalle istituzioni scolastiche presenti su tutto il territorio nazionale.
Ma anche io, come altri colleghi dell’opposizione, vorrei cogliere l’occasione di questo intervento per sottolineare la gravità della scelta politica che la coalizione di centrodestra sta compiendo.
Dopo anni di leggi ad personam, nelle prossime settimane si intende mettere mano a due leggi particolarmente rilevanti, come quella elettorale e quella per la revisione della Carta Costituzionale che puntano a cambiare radicalmente il sistema politico-istituzionale italiano, verso un approdo confuso e contraddittorio.
Non solo, non ci si ispira a nessun modello politico-istituzionale consolidato, sul piano della dottrina e dell’esperienza politica, ma come hanno notato autorevoli giuristi e politologi, si rischia, se le due leggi fossero approvate, di far precipitare l’Italia nell’ingovernabilità, nell’instabilità politica e nel conflitto tra diverse aree e istituzioni del paese.
L’affermazione del principio proporzionale nella legge elettorale e la rottura del delicato equilibrio dei poteri tutelato dal ruolo di garanzia del Presidente della Repubblica, che si vuole attuare con la legge di revisione costituzionale, ci propongono un mix di proporzionalismo e presidenzialismo che rischiano di riportare il paese in una situazione ben peggiore di quella avutasi nel cinquantennio repubblicano.
L’unità e la coesione sociale e politica del paese, se queste leggi venissero approvate, sarebbero messe seriamente in discussione e non si può quindi che condividere le preoccupazioni espresse, anche in questi giorni, in varie occasioni, dal Presidente della Repubblica.
Con la esclusiva volontà di salvare il centrodestra dalla sconfitta elettorale, dopo anni di promesse non mantenute di fronte ad una disastrosa politica economica e sociale per il paese e soprattutto per i cittadini più poveri, si vuole mettere da parte l’attuale legge elettorale ad ispirazione prevalentemente maggioritaria. Una legge che, è bene sottolonearlo, è stata richiesta da un esteso movimento politico e culturale per il rinnovamento del paese nel corso della crisi del quinquennio 1989-94, voluta poi dai cittadini con il referendum elettorale del 1993.
Molto spesso una legge elettorale è in grado di cambiare un sistema politico più dell’azione di forti e radicati movimenti sociali, politici e culturali o di tante riforme istituzionali. E questo è quello che che è avvenuto in Italia. Non a caso con l’approvazione della legge elettorale del 1993 si è potuto parlare, non senza qualche ragione, di passagio del nostro sistema politico-istituzionale dalla prima alla seconda Repubblica. E in effetti dopo oltre un secolo e mezzo in cui, in Italia, unico paese nei sistemi politici democratico occidentali non si è avuto alcun ricambio e alcuna alternativa nel governo del paese, certamente anche per ragioni internazionali, non solo interne; ebbene negli anni novanta ha preso corpo invece il sistema dell’alternanza attraverso l’affermazione del sistema bipolare con una maggiore stabilità e governabilità proprio con l’attuale legge elettorale.
Al centrodestra vittorioso nel 1994 è seguita l’alternanza al governo del paese con l’Ulivo nel 1996 e poi di nuovo il centrodestra nel 2001.
Oggi, se passasse la nuova legge elettorale proposta dal centrodestra, questa alternanza non sarebbe più garantita, aumenterebbe la frammentazione politica, l’instabilità e il trasformismo, con danni notevoli anche per la possibilità di riformare e modernizzare seriamente il paese.
La nostra iniziativa ostruzionistica dunque, è volta a contrastare una modifica del nostro sistema politico-istituzionale che risulterebbe estremamente dannosa per il paese.





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