{"id":212,"date":"2004-10-22T02:00:00","date_gmt":"2004-10-22T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/2004\/10\/22\/qvanno-ridotti-i-rischi-sul-lavoro-e-si-deve-tutelare-chi-e-invalidoq\/"},"modified":"2026-03-06T17:07:59","modified_gmt":"2026-03-06T16:07:59","slug":"vanno-ridotti-i-rischi-sul-lavoro-e-si-deve-tutelare-chi-e-invalido","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/articoli\/vanno-ridotti-i-rischi-sul-lavoro-e-si-deve-tutelare-chi-e-invalido\/","title":{"rendered":"Vanno ridotti i rischi sul lavoro e si deve tutelare chi \u00e8 invalido"},"content":{"rendered":"<h5>Il 10 ottobre \u00e8 stata la \u00abGiornata per le vittime sul lavoro\u00bb<\/h5>\n<p><em>di Alberto Stramaccioni<\/em><\/p>\n<p>Anche in Umbria e in particolare a Perugia, Domenica 10 ottobre \u00e8 stata celebrata la \u00abGiornata per le vittime degli incidenti sul lavoro\u00bb organizzata in particolare dall\u2019ANMIL. Un istituto impegnato nello sviluppare un\u2019utile cultura della prevenzione, ponendo particolare attenzione (nell\u2019ambito delle previsioni del decreto legislativo 626 del 1994) alla sicurezza nei luoghi di lavoro, alla formazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori in materia di sicurezza pi\u00f9 in generale.<\/p>\n<p>Una questione sempre drammatica anche in una regione come la nostra che \u00e8 tristemente nota in questo campo per essere ai primi posti in Italia. Ma naturalmente il problema \u00e8 pi\u00f9 generale e mentre occorre ridurre drasticamente i rischi serve anche tutelare chi \u00e8 realmente invalido.<br \/>\nGli incidenti sul lavoro sono purtroppo una quota importante delle cause della disabilit\u00e0.<br \/>\nNel 2003, rilevazione del 30 aprile 2004, sono stati 977.800, di cui 881.670 nell&#8217;industria e 71.100 in agricoltura e 25.000 tra i Dipendenti dello Stato. I morti sul lavoro sono stati 1394 circa 116 al mese. Quasi 4 al giorno.<br \/>\nMa, se \u00e8 importantissimo prevenire, bisogna poi intervenire tempestivamente ed adeguatamente per sostenere chi \u00e8 purtroppo vittima dell&#8217;infortunio sul lavoro.<br \/>\nUna serie di questioni attinenti proprio la tutela dell&#8217;infortunato da una parte ed il reinserimento lavorativo dall&#8217;altra, preoccupa fortemente la categoria.<br \/>\nL&#8217;art. 55, comma 2, quinto periodo, della legge 27 maggio 1999 n. 144, , come modificato dalla legge 23 dicembre 2000, n. 388, art. 78 comma 26 lettera b) stabiliva un termine di sperimentazione di due anni del nuovo sistema di indennizzo del danno biologico al fine di consentire l&#8217;emanazione di disposizioni correttive ed integrative in materia.<br \/>\nA tutt&#8217;oggi, scaduto il periodo di sperimentazione, non si \u00e8 ancora addivenuti ad un affinamento del sistema. Inoltre, si \u00e8 rilevata una grave carenza in ordine all&#8217;adeguamento della quota di rendita imputabile al danno biologico, per la quale non viene previsto alcun meccanismo di indicizzazione automatica.<br \/>\nL&#8217;articolo 1, comma 43, della legge 8 agosto 1995, n. 335, recante &#8220;Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare&#8221;, ha stabilito il divieto di cumulo tra le pensioni di inabilit\u00e0, di reversibilit\u00e0 o l&#8217;assegno ordinario di invalidit\u00e0 a carico dell&#8217;Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS) &#8211; liquidati in conseguenza di infortunio sul lavoro o malattia professionale &#8211; e la rendita vitalizia liquidata dall&#8217;Istituto nazionale per l&#8217;assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) per lo stesso evento invalidante, fino a concorrenza della rendita stessa.<br \/>\nL&#8217;articolo 73 della n. 388 del 2000 (legge finanziaria per il 200l) ha solo in parte sanato questa situazione escludendo, dal 1\u00b0 luglio 2001, il trattamento pensionistico di reversibilit\u00e0 dell&#8217;assicurazione generale obbligatoria (ma anche per quelli erogati dalle forme sostitutive, esclusive ed esonerative) dal divieto di cumulo con la rendita ai superstiti erogata dall&#8217;INAIL. Una misura doverosa ma ancora del tutto insufficiente. L&#8217;obiettivo \u00e8 ora quello di addivenire alla soppressione totale del divieto di cumulo tra le prestazioni INPS e la rendita INAIL, in ragione della natura puramente risarcitoria di quest&#8217;ultima, derivando da un rapporto assicurativo e non assistenziale.<br \/>\nAnche quest&#8217;anno i percettori di rendite erogate dall&#8217;INAIL dovranno avere la pazienza di aspettare a lungo prima che siano pagati gli importi arretrati relativi all&#8217;adeguamento del 2,09% loro spettanti a decorrere dal gennaio 2004.<\/p>\n<p>Tre sono le richieste fondamentali dell&#8217;ANMIL, che rappresentano altrettanti obiettivi ineludibili per un trattamento equo, adeguato e puntuale da riservare ai lavoratori vittime di infortuni e malattie professionali, ed ai loro superstiti, che percepiscono le rendite INAIL:<br \/>\na) la prima \u00e8 sicuramente l&#8217;agganciamento delle rendite al solo parametro delle variazioni salariali, da riconoscere annualmente con effetto dal 1\u00b0 gennaio, qualunque sia la percentuale di variazione;<br \/>\nb) la seconda \u00e8 l&#8217;immediato adeguamento all&#8217;andamento dell&#8217;inflazione rilevato dall&#8217;ISTAT degli indennizzi per danno biologico, recuperando il periodo 2000-2004 e, comunque, in attesa che le relative tabelle vengano rideterminate in modo equo e non limitato da disponibilit\u00e0 di bilancio;<br \/>\nc) la terza \u00e8 che il meccanismo di adeguamento delle rendite faccia capo alla responsabilit\u00e0 di bilancio e gestionale dell&#8217;INAIL, senza la necessit\u00e0 della decisione politica da parte del Governo, cio\u00e8 di quel decreto ministeriale che era previsto per determinare i parametri degli articoli 116 e 234 del testo unico e che tanti ritardi provoca ogni anno.<\/p>\n<p>A quasi cinque anni di distanza dalla sua entrata in vigore non decolla ancora il nuovo collocamento al lavoro dei disabili.<br \/>\nE&#8217; da rilevare positivamente che nel 2002 pi\u00f9 di 22 mila persone hanno trovato un&#8217;occupazione: il 23% nelle regioni del nord-est, il 37% in quelle del nord-ovest, il 21% al centro e solo il 19% nelle regioni del sud e nelle isole. Rispetto al 2001 un aumento in termini assoluti pari a circa il 4%, ma rispetto ad incrementi nel nord-ovest e nel centro, rispettivamente il 24 e il 23%, gli avviamenti si sono ridotti nelle altre due aree, facendo registrare un meno 13% nel nord-est e un meno 16% nel mezzogiorno. Pi\u00f9 della met\u00e0 delle assunzioni (13.500) sono state effettuate dalle amministrazioni comunali.<br \/>\nMa il Rapporto 2003 dell&#8217;Isfol, che fotografa lo stato di attuazione della riforma sottolineando come essa abbia rappresentato una svolta decisiva, giudizio da subito espresso dall&#8217;ANMIL, soprattutto con riferimento alla nozione di collocamento mirato da essa introdotta fa emergere una situazione preoccupante.<br \/>\nQuasi il 40% dei Centri per l&#8217;impiego non ha attivato servizi specifici per il collocamento delle persone disabili, mentre \u00e8 il 21 % delle province ha non aver ancora costituito il Comitato tecnico, l&#8217;organismo, cio\u00e8, che dovrebbe valutare le capacit\u00e0 lavorative ed indicare i percorsi di inserimento.<br \/>\nNel contempo non sembra che le imprese abbiano recepito (o voluto recepire?) la portata innovativa della legge 68\/99, considerata la loro scarsa domanda registrata dall&#8217;Isfol, secondo cui la copertura da parte dei datori di lavoro garantisce il lavoro solo al 18% degli avviati dagli uffici di collocamento.<br \/>\nL\u2019insieme del centrosinistra ha elaborato una proposta di legge con l&#8217;obiettivo di favorire l&#8217;inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro di tutte donne disabili attraverso azioni positive finalizzate a rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscono il reinserimento e una effettiva integrazione nel mondo del lavoro.<br \/>\nProprio a partire dal quadro relativo alla condizione delle donne disabili in Italia, tracciato da una recente ricerca promossa dall&#8217;ANMIL, in collaborazione con l&#8217;INAIL, sono emersi elementi specifici legati alla condizione della disabilit\u00e0 al &#8220;femminile&#8221;. Le donne con disabilit\u00e0, infatti, pur dimostrando di avere la capacit\u00e0 di non rinunciare alla propria vita dopo l&#8217;evento invalidante, si trovano a dover affrontare atteggiamenti sfavorevoli particolari in ambito lavorativo e, soprattutto, una grande difficolt\u00e0 a proseguire la propria attivit\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>In Commissione Affari Sociali della Camera \u00e8 iniziata la discussione sulla proposta di legge che consente alle Associazioni di tutela degli invalidi di costituire patronati. La norma, approvata dal Senato, anche con il voto del centrosinistra pone qualche problema sia di copertura finanziaria che politico. La stessa infatti \u00e8 stata pi\u00f9 volte in precedenza osteggiata dalle organizzazioni sindacali. Richieder\u00e0 pertanto un lavoro di approfondimento e di mediazione.<br \/>\nPi\u00f9 in generale occorre prendere in considerazione la proposta di Legge di iniziativa popolare elaborata dall\u2019ANMIL che prevede il riordino in un nuovo testo unico delle norme che regolano l&#8217;assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, gestita dall&#8217;INAIL. Il T.U. dovrebbe prevedere inoltre norme per la prevenzione dei rischi sui luoghi di lavoro, per il reinserimento nel mondo del lavoro e norme per regolamentare gli indennizzi per i danni subiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 10 ottobre \u00e8 stata la \u00abGiornata per le vittime sul lavoro\u00bb di Alberto Stramaccioni Anche in Umbria e in particolare a Perugia, Domenica 10 ottobre \u00e8 stata celebrata la \u00abGiornata per le vittime degli incidenti sul lavoro\u00bb organizzata in particolare dall\u2019ANMIL. 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