{"id":296,"date":"2012-10-24T02:00:00","date_gmt":"2012-10-24T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/2012\/10\/24\/pd-al-bivio\/"},"modified":"2026-03-06T12:19:43","modified_gmt":"2026-03-06T11:19:43","slug":"pd-al-bivio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/politica\/pd-al-bivio\/","title":{"rendered":"PD al bivio"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qualche mese oramai stiamo assistendo ad una profonda destrutturazione del nostro sistema politico che sarebbe sbagliato interpretare come una riduttiva e generica crisi della politica. La realt\u00e0 \u00e8 ben pi\u00f9 grave e l\u2019 Italia come tutto il mondo occidentale \u00e8 attraversata da una profonda crisi della democrazia quale strumento di governo dei conflitti tra i cittadini e le istituzioni elettive soprattutto in questi anni di forte crisi economica e finanziaria destinata a ridefinire modelli di vita e rapporti geopolitici nell\u2019intero pianeta. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tutto ci\u00f2 non pu\u00f2 certo indurci a sottovalutare l\u2019indignazione dei cittadini per le diffuse ruberie e scandali che ogni giorno riempiono le cronache dei giornali, ma non dovremmo comunque considerare inutili o peggio dannosi i costi della politica. La questione morale, oramai cosi diffusa, esprime infatti la crisi di una politica distorta che si occupa esclusivamente dell\u2019interesse personale o di gruppo a discapito di quello collettivo, ed \u00e8 esageratamente costosa mentre abolisce gli strumenti della partecipazione democratica danneggiando pesantemente gli stessi partiti politici e la loro credibilit\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quasi mezzo secolo in Italia e in Europa i partiti politici sono stati utili a rappresentare gli interessi dei cittadini e i parlamenti i luoghi dove il conflitto e la mediazione si sono espressi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi,almeno dagli inizi degli anni novanta tutto questo \u00e8 saltato (anche, ma non solo per l\u2019inchieste della magistratura sui fenomeni corruttivi) e i nuovi partiti politici (chi pi\u00f9 chi meno) hanno subito delle mutazioni identitarie,organizzative ed anche genetiche tali da esprimere poi un ceto politico dirigente pi\u00f9 costoso e non certo pi\u00f9 virtuoso della societ\u00e0 civile che intendevano rappresentare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In quest\u2019ultimo ventennio non si \u00e8 quindi riusciti a rifondare e rilanciare la \u201cdemocrazia dei partiti\u201d,ma nemmeno ad inventare niente di nuovo, nessun modello politico-organizzativo per rispondere alle esigenze della partecipazione democratica in una societ\u00e0 in continua evoluzione tecnico-scientifica,culturale ed economica. Di fronte al malessere sociale o alle competizioni elettorali si sono rilanciati i vecchi strumenti della antipolitica come il populismo, un certo leaderismo e da ultimo sono state importate le elezioni primarie e per finire la rottamazione. Si sono sperimentati i partiti-persona,i partiti di plastica,il movimentismo dei comici e degli ex magistrati o degli imprenditori che hanno riprodotto, accentuandoli i limiti e le degenerazioni dei vecchi partiti. Tutto ci\u00f2 ha finito con il deresponsabilizzare e quindi delegittimare il partito politico e il suo ceto dirigente che oggi rischia di amministrare delle scatole vuote, comunque considerate responsabili della degenerazione della politica.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cinque anni fa, la nascita del Partito Democratico in Italia come in Umbria esprimeva una risposta alla crisi del sistema politico con un progetto riformista ambizioso, ma che \u00e8 entrato in difficolt\u00e0 al momento stesso in cui veniva messo alla prova della difficile situazione italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il suo ceto dirigente(anche se difficilmente amalgamato)aveva la responsabilit\u00e0 di offrire in modo unitario un progetto riformatore al paese costruendo un nuovo strumento politico-organizzativo pi\u00f9 radicato nella societ\u00e0 italiana. Ma questo obiettivo \u00e8 stato invece fallito fino a dividersi in gruppi e sottogruppi in omaggio ad un presunto pluralismo interno che ha portato invece ad una degenerazione correntizia, ragione non ultima delle sue attuali difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi come sempre il rinnovamento dei gruppi dirigenti di un partito e quindi anche del Pd \u00e8 una necessit\u00e0 fisiologica,ma non certo risolutiva se a cambiare \u00e8 la guida politica magari con un sovrappi\u00f9 di correntismo,mentre rimane inalterata la sua ridotta funzione sociale e non si esprime una politica autenticamente riformatrice per far fronte ai difficili problemi della societ\u00e0 italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le esperienze di questi anni ci hanno dimostrato che un autentico partito democratico deve ancora nascere in Italia come in Umbria unificando le culture riformistiche e costruendo una struttura politico-organizzativa rinnovata innanzitutto nel suo ceto dirigente che soprattutto in una regione come la nostra soffre di una forte identificazione con la pubblica amministrazione. Sul tema del rinnovamento, questione tanto e sempre discussa, non si tratta di inventare cose particolarmente originali, ma attuare regole e principi che ci si \u00e8 gi\u00e0 dati con lo statuto ed il codice etico, sul reclutamento degli iscritti, sulla trasparenza delle fonti di finanziamento, sull\u2019elezione e il funzionamento degli organismi dirigenti,sulla selezione e i mandati dei rappresentanti nelle istituzioni e su tante altre questioni ancora. Serve naturalmente in Italia come in Umbria un ceto dirigente consapevole della crisi attuale e determinato a cambiare realmente le cose. Se non c\u2019e tutto ci\u00f2 la crisi della politica \u00e8 destinata inesorabilmente ad aggravarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si obietter\u00e0 che questi propositi non trovano pi\u00f9 da anni ascolto e non c\u2019\u00e8 nemmeno la convinzione che possano contribuire a superare la crisi della politica e della democrazia. Pu\u00f2 darsi,ma una strada diversa da questa, perseguita negli ultimi anni, anche con supponente superficialit\u00e0 ed approssimazione,  ci ha condotto alla drammatica situazione di questi mesi. Ed oggi anche per il Pd si \u00e8 giunti ad un bivio di fronte al quale appare necessario imboccare la strada del male minore, se non si vuole smarrire per sempre la possibilit\u00e0 di una sua rifondazione e rigenerazione. Non \u00e8 una grande prospettiva, ma per ora, non sembra esserci niente di meglio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da qualche mese oramai stiamo assistendo ad una profonda destrutturazione del nostro sistema politico che sarebbe sbagliato interpretare come una riduttiva e generica crisi della politica. 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