{"id":298,"date":"2012-12-09T01:00:00","date_gmt":"2012-12-09T00:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/2012\/12\/09\/il-pd-dopo-le-primarie\/"},"modified":"2026-03-06T16:38:01","modified_gmt":"2026-03-06T15:38:01","slug":"il-pd-dopo-le-primarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/politica\/il-pd-dopo-le-primarie\/","title":{"rendered":"Il PD dopo le primarie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dal voto espresso alle elezioni primarie in Umbria, sia nel primo che nel secondo turno, non sono emerse quelle grandi novit\u00e0 che si \u00e8 tentato da pi\u00f9 parti di mettere in evidenza. Con ci\u00f2 non si intende attenuare la consistenza di un pronunciamento politico ed elettorale e tantomeno sottovalutare il valore democratico della partecipazione espressa da milioni di cittadini elettori del centrosinistra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma se l\u2019analisi si allarga e non si rimane prigionieri della retorica della democrazia diretta si pu\u00f2 ben vedere che anche queste ultime primarie, hanno confermato un orientamento elettorale gi\u00e0 manifestatosi nelle precedenti elezioni primarie del 2009 e del 2010 e in quelle svoltesi nei Comuni per la scelta dei candidati sindaco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 confermato cio\u00e8 un orientamento sicuramente presente anche nelle altre regioni rosse,ma in Umbria \u00e8 andato assumendo una sua pi\u00f9 marcata consistenza. D\u2019altronde gi\u00e0 nel 2009, poi nel 2010 ed ancora di pi\u00f9 oggi nel 2012,una percentuale crescente di cittadini elettori del centrosinistra oscillante intorno alla quota del 40% manifesta la sua critica e insofferenza verso quella classe dirigente che viene identificata pi\u00f9 o meno correttamente con un sistema di potere considerato incapace di rinnovarsi e di rispondere adeguatamente ai tanti problemi dei cittadini. E\u2019 questo un dato incontrovertibile che ha segnato dalla nascita la vita del Pd e del centrosinistra anche per l\u2019assenza o la latitanza del centrodestra.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo fenomeno ha un suo specifico significato politico in quanto si \u00e8 manifestato in tutte e tre le ultimi elezioni primarie dove hanno votato 76.000 cittadini nel 2009; 54.000 nel 2010; 76.000 nel 2012, consultazioni in cui \u00e8 verosimile sostenere che almeno il 70- \u201980% degli elettori siano stati sempre gli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle primarie del 2009 con una certa protervia correntizia gli iscritti del Pd vennero chiamati a scegliere il segretario nazionale del partito tra Bersani e Franceschini e quest\u2019ultimo, pur sconfitto raccolse in Umbria il 41% dei consensi contro il 49% e proprio su questo risultato influ\u00ec sicuramente il conflitto in atto per la scelta del nuovo presidente della Giunta Regionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le primarie del 2010 convocate per decidere il candidato-presidente alla guida della Giunta regionale si svolsero nel contesto di una dura lotta per il potere e il risultato fu analogo con il 46% allo sconfitto e il 54% al vincitore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi nel 2012 addirittura al primo turno Bersani \u00e8 sconfitto con il 42% e Renzi risulta vincitore con il 44%,mentre al secondo prevale Bersani con il 52% e i partecipanti calano di 7.000 unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli anni si conferma quindi l\u2019esistenza di un\u2019area politico- elettorale interna al centrosinistra intorno al 40% che esprime l\u2019antagonismo tra due schieramenti, l\u2019uno guidato sostanzialmente dai grandi elettori ex PCI-PDS-DS e l\u2019altro dagli ex DC-PPI-Margherita con varie eccezioni personali o di gruppo a seconda delle competizioni. Ma questa e null\u2019altro \u00e8 la vera matrice politica del conflitto di potere all\u2019interno del Pd che si riverbera e si esalta soprattutto nelle primarie, uno strumento usato troppo spesso per far fronte alla incapacit\u00e0 dei gruppi dirigenti del partito di prendere le decisioni,di fare sintesi politica e programmatica e costruire il vero amalgama del nuovo Partito democratico.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oltre a questo conflitto naturalmente non si pu\u00f2 sottacere che in ogni elezione primaria c\u2019\u00e8 verosimilmente un 20-30% di cittadini elettori che non sono rappresentabili con questa lettura interna,ma la sostanza non cambia. Tanto pi\u00f9 che anche nelle ultime primarie \u00e8 verosimile pensare che la gran parte dei partecipanti sia stata espressione di quel ceto politico allargato( costituito da molti dipendenti pubblici) che un tempo era la base militante dei vecchi partiti di massa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gi\u00e0 negli anni ottanta del Novecento in Umbria un area politico sociale simile all\u2019attuale, interna e vicina al centrosinistra, contestava la politica e la classe dirigente dell\u2019allora Pci, partito di maggioranza relativa,ma quel progetto alternativo pur conquistando significativi spazi di potere ( fino ad essere definito il partito dei sindaci e dei presidenti)non port\u00f2 a nessun cambiamento qualitativo e sostanziale nel governo locale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi \u00e8 certo difficile anche la sola comparazione con quegli anni, ma la lotta per il potere andrebbe condotta a testa alta e con progetti politici chiari improntati a serie politiche riformatrici senza investire sulla rendita di posizione dell\u2019antipolitica . Al tempo stesso \u00e8 necessario dire che la critica al quartier generale(soprattutto da parte di chi \u00e8 da tempo nello stato maggiore con rilevanti spazi potere) si alimenta anche a causa del l\u2019assenza o della latitanza di un vero confronto politico e di serie decisioni riformatrici.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spesso la storia ci ha dimostrato che le lotte di potere portano sicuramente a degli avvicendamenti nell\u2019evoluzione delle classi dirigenti,ma raramente questi avvicendamenti rispondono ad autentici bisogni di cambiamento se non a delle vere proprie regressioni sul piano della competenza e della trasparenza amministrativa. Naturalmente questa considerazione rischia di essere un alibi per tutti coloro, e non sono pochi anche in Umbria, che animati da un forte spirito di conservazione pensano che in fondo va tutto bene cos\u00ec,tanto il centrodestra non c\u2019\u00e8. Ma fino a quando pu\u00f2 durare questo conflitto di potere in assenza di chiare opzioni politiche e programmatiche tra \u201cfinti rinnovatori\u201d e \u201c riformatori per necessit\u00e0 \u201cdi fronte all\u2019aggravarsi quotidiano della crisi economica e sociale che colpisce pesantemente anche la nostra regione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal voto espresso alle elezioni primarie in Umbria, sia nel primo che nel secondo turno, non sono emerse quelle grandi novit\u00e0 che si \u00e8 tentato da pi\u00f9 parti di mettere in evidenza. Con ci\u00f2 non si intende attenuare la consistenza di un pronunciamento politico ed elettorale e tantomeno sottovalutare il valore democratico della partecipazione espressa da milioni di cittadini elettori del centrosinistra. 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