{"id":324,"date":"2021-03-04T17:14:59","date_gmt":"2021-03-04T16:14:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/2021\/03\/04\/luniversita-per-stranieri-e-da-rifondare\/"},"modified":"2026-03-06T17:15:42","modified_gmt":"2026-03-06T16:15:42","slug":"luniversita-per-stranieri-e-da-rifondare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.albertostramaccioni.it\/wp\/articoli\/luniversita-per-stranieri-e-da-rifondare\/","title":{"rendered":"L&#8217;Universit\u00e0 per Stranieri \u00e8 da rifondare. Una grande storia, la crisi, le proposte, l&#8217;elezione del Rettore"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Intervista a Alberto Stramaccioni di Maria Gabriella Mecucci su www.passaggimagazine.it)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo vicini alle elezione del Rettore della Stranieri (si terranno in aprile), a cento anni dalla sua fondazione (1921). Avverr\u00e0 in mezzo ad una tempesta senza precedenti: l&#8217;ateneo sta infatti vivendo una delicata vicenda giudiziaria, e una non meno grave crisi degli iscritti. I dati pi\u00f9 recenti dicono che in tutto sono circa 2500 all&#8217;anno: un migliaio ai corsi di laurea e 1000-1500 ai corsi di lingua e cultura. Quest&#8217;ultima cifra \u00e8 ballerina ed \u00e8 difficile esserne del tutto sicuri. I corsi di lingua e cultura sono infatti di durata diversa: 6 mesi, 3 mesi, un mese. E&#8217; sicuro invece che in periodo di pandemia hanno avuto un calo considerevole. Si stanno approntando \u2013 con qualche ritardo \u2013 i corsi online. Un settore comunque &#8211; dicono a Palazzo Gallenga &#8211; da potenziare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aldil\u00e0 della certezza dei numeri, \u00e8 indubitabile che non solo siamo ben lontani dagli oltre 12mila iscritti del 1980, ma anche da quelli del 2010-2011 (complessivi 4420). La storia dell&#8217;Universit\u00e0 perugina, dall&#8217;immediato dopoguerra al 1980, \u00e8 stata un percorso lastricato di successi: numeri in continua ascesa con un vero e proprio boom negli anni Sessanta e Settanta; rettori dai nomi illustri, da Astorre Luppatelli (fondatore) a Aldo Capitini, al ministro degli Esteri Carlo Sforza, da Carlo Vischia a Salvatore Valitutti a Stefania Giannini (attuale vicedirettore dell&#8217;Unesco); insegnanti quali Walter Binni, Attilio Momigliano, Bruno Zevi, Delio Cantimori, Gianfranco Contini, Giuseppe Ungaretti; corsi di alta cultura con intellettuali eccellenti: da Maria Montessori a Giulio Carlo Argan a Eugenio Garin. E questi sono solo alcuni dei nomi pi\u00f9 importanti che hanno tenuto le loro affascinanti lezioni nelle aule di Palazzo Gallenga, dove hanno fatto sentire la propria voce, in un passato ancora pi\u00f9 lontano, personaggi quali Guglielmo Marconi, Giuseppe Prezzolini, Tommaso Marinetti. Per non dire poi che in quegli stessi locali si sono formate pezzi delle classi dirigenti di mezzo mondo. Insomma la Gallenga non era solo un fiore all&#8217;occhiello di Perugia, ma dell&#8217;Italia. Tantoch\u00e9 Indro Montanelli la defin\u00ec la Oxford italiana.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oro \u00e8 finita da tempo. E ora la crisi \u00e8 diventata verticale. Cosa \u00e8 successo? Quando \u00e8 iniziata? Di chi sono le responsabilit\u00e0? Le domande si affollano e per ricostruire l&#8217;intricata vicenda ascolteremo voci diverse. Iniziamo con Alberto Stramaccioni , che peraltro nel 2005 ha pubblicato un agile volumetto sulla storia della Stranieri. Nel cursus honorum di Stramaccioni, oltre alla docenza di Storia contemporanea proprio alla Stranieri , si trova il suo ruolo di dirigente del Pci, parlamentare dei Ds e del Pd, nonch\u00e9 segretario regionale. Dal 1994 ha iniziato una proficua attivit\u00e0 di storico e, oltre a scrivere numerosi e corposi saggi, ha insegnato a Palazzo Gallenga per sedici anni come cultore della materia e professore incaricato, diventando poi ricercatore e, dal 2014, professore associato. Insomma, \u00e8 una delle memorie storiche dell&#8217;ateneo .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Stramaccioni, quali sono le cause della crisi profonda in cui versa l&#8217;Universit\u00e0 per Stranieri?<br>\n<\/strong>\u201cLa crisi viene da lontano e non \u00e8 il frutto solo delle scelte degli ultimi anni. Le vicende giudiziarie, con la loro amplificazione mediatica, hanno messo davanti all&#8217;opinione pubblica l\u2019insieme delle difficolt\u00e0 dell\u2019ateneo che chiedevano gi\u00e0 prima e, a maggior ragione, chiedono oggi , una vera e propria rifondazione dell\u2019ateneo. Con la legge del 1992 infatti part\u00ec un processo di trasformazione dell&#8217;Universit\u00e0 per Stranieri, che veniva statalizzata e parificata alle altre universit\u00e0. Accanto ai Corsi di Lingua e cultura italiana, che costituivano la mission storica dell&#8217;ateneo perugino, vennero creati anche i Corsi di laurea triennali e magistrali, investendo su di una prospettiva di sviluppo ben precisa. Si intendeva infatti puntare a raggiungere un numero significativo di studenti che si iscrivevano ai Corsi di lingua per poi fornirgli un percorso orientato a completare la loro formazione professionale, scegliendo i Corsi di laurea della Stranieri , aperti naturalmente anche a tutti gli altri studenti. D\u2019altronde i quattro assi formativi su cui si intendeva costruire la nuova universit\u00e0 erano: lingua, cultura, comunicazione, internazionalizzazione. La legge del &#8217;92 lanciava dunque una sfida importante, ma riuscire a vincerla non era scontato . In realt\u00e0 i frequentatori degli storici Corsi di lingua e cultura non si sono riversati in quantit\u00e0 rilevante nei nuovi Corsi di laurea creati con la riforma. Molti studenti hanno preferito andare in altri atenei italiani o addirittura all&#8217;estero, mentre i nuovi corsi di laurea sono cresciuti di numero (ndr. oggi sono sette).\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 la riforma non ha funzionato, in realt\u00e0 apriva un&#8217;ampia possibilit\u00e0 di crescita?<br>\n<\/strong>\u201cA volere la legge del &#8217;92 fu il sottosegretario Spitella gi\u00e0 rettore che intendeva parificare la Stranieri alle altre universit\u00e0. Sino ad allora infatti l&#8217;ateneo perugino portava il nome di universit\u00e0 ma era stato in realt\u00e0 un pur autorevole e qualificato Istituto di istruzione superiore ad ordinamento speciale. Forniva cio\u00e8 un attestato di conoscenza della lingua e della cultura italiana e, solo dal &#8217;93, il ministero degli Esteri lo riconobbe come Centro ufficiale di certificazione della lingua. La parificazione era sicuramente giusta e apriva alla Stranieri un&#8217;ampia possibilit\u00e0 di crescita, ma la crisi \u00e8 iniziata proprio perch\u00e9 non si \u00e8 stati capaci di cogliere appieno questa opportunit\u00e0. In diverse fasi , negli ultimi decenni, \u00e8 mancata la volont\u00e0 di applicare la riforma con sufficiente dinamismo e spirito di iniziativa\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Guardi che la crisi era iniziata per\u00f2 da prima. A ben guardare i dati delle iscrizioni, dopo il boom della fine degli anni Settanta che port\u00f2 nel 1980 a quota 12 mila, ci fu un rapido capitombolo e, nell&#8217;85 si arriv\u00f2 a poco pi\u00f9 di seimila. La Gallenga era gi\u00e0 dimezzata&#8230;<\/strong><br>\n\u201cL&#8217;andamento degli iscritti all&#8217;Universit\u00e0 per Stranieri \u00e8 stato spesso condizionato dagli eventi politici internazionali. Nel 1979 c&#8217;\u00e8 stata la crisi iraniana che ha portato molti studenti di quel paese a Perugia. Prima c&#8217;erano state le consistenti presenze dei greci, dei palestinesi e altre ancora; successivamente all&#8217; 89 quelle degli studenti dell&#8217;Est europeo. Le fluttuazioni degli iscritti quindi ci sono sempre state e si possono spiegare anche cos\u00ec, ma dagli anni novanta in poi si era aperta o meglio, si doveva aprire un&#8217;altra storia.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Che peso hanno avuto la vicenda di Ali Agca e il delitto Meredith nell&#8217;accelerare il declino? <\/strong><br>\n\u201cLa presenza dell&#8217;attentatore del Papa fra gli iscritti di Palazzo Gallenga risale al 1983 e non credo abbia avuto ripercussioni significative. Il delitto Meredith invece colp\u00ec l&#8217;immagine di Perugia, dei www.passaggimagazine.it suoi due atenei e naturalmente dell&#8217;Universit\u00e0 per Stranieri. All&#8217;estero e anche in Italia si fece largo l&#8217;idea che la citt\u00e0 non fosse sufficientemente sicura, mentre in passato era stata sempre considerata del tutto tranquilla. Non fu tanto il profilo formativo degli studenti ad essere messo in discussione quanto il grado di vivibilit\u00e0 di Perugia a ripercuotersi negativamente sulla Stranieri. Sia il sindaco Locchi che la rettrice Giannini capirono prontamente il rischio e cercarono di scongiurare il diffondersi di questa convinzione, ma nonostante ci\u00f2, il delitto danneggi\u00f2 sia l\u2019immagine della citt\u00e0 sia dell\u2019ateneo, ma naturalmente i problemi legati alla difficile crescita erano anche molti altri.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La vicenda Meredith porta alla mente un tema pi\u00f9 ampio: che rapporto c&#8217;\u00e8 stato e c&#8217;\u00e8 fra la citt\u00e0 di Perugia e Palazzo Gallenga?<br>\n<\/strong>\u201cPurtroppo per molti decenni il rapporto fra le istituzioni regionali e cittadine da una parte e le due universit\u00e0 dall\u2019altra \u00e8 stato condizionato dalla diversa appartenenza politico \u2013 ideologica dei rettori, dei sindaci e dei presidenti. I due atenei hanno avuto sempre un profilo cattolico-democristiano, mentre le amministrazioni sono state governate da giunte rosse guidate da socialisti e comunisti. Dopo la caduta del muro di Berlino, le cose potevano e dovevano cambiare. Si \u00e8 verificato invece un progressivo calo di attenzione delle istituzioni cittadine e regionali verso i due pi\u00f9 grandi produttori di cultura, di ricerca e di didattica e perci\u00f2 utili anche allo sviluppo di Perugia e dell&#8217;Umbria. Da parte della Stranieri sarebbe stato proficuo rilanciare il rapporto con le istituzioni locali nel contesto della cosiddetta \u201cterza missione\u201d anche per attrarre fondi nell\u2019interesse generale della comunit\u00e0. C\u2019\u00e8 da aggiungere poi che le relazioni tra i due atenei presenti in citt\u00e0 si sono negli anni caratterizzate da una sostanziale assenza di confronto e dalla mancanza di una collaborazione possibile , pur nel rispetto delle reciproche autonomie e identit\u00e0 formative. Si \u00e8 invece persa questa potenziale collaborazione che avrebbe potuto generare sinergie nella prospettiva di una comune attivit\u00e0 e proiezione internazionale\u201d .<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Quanto ha pesato la ricerca di un un rapporto con la Cina per favorire la venuta degli studenti di quel paese? <\/strong><br>\n\u201cIl progetto Marco Polo \u00e8 stato un&#8217;iniziativa importante, che ha dato frutti positivi in termini di ampliamento delle relazioni internazionali e per l\u2019 aumento degli iscritti provenienti dalla Cina. Nell&#8217;ambito del processo di internazionalizzazione si pens\u00f2 anche all&#8217;apertura di una sede negli Usa. Dopo un periodo di un certo impulso nella promozione dei Corsi di lingua e cultura, l&#8217;impegno si \u00e8 progressivamente attenuato. Si \u00e8 preferito invece concentrarsi quasi esclusivamente sui Corsi di laurea rischiando peraltro di far assumere alla nostra universit\u00e0 i caratteri di un un ateneo generalista, in competizione con gli altri, ma senza averne la forza attrattiva.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Sin qui abbiamo parlato della natura e dei tempi della crisi, ma come uscirne? Che fare? Che suggerimenti dare al nuovo rettore?<\/strong><br>\n\u201cNon mi permetto di dare certo suggerimenti ad alcuno , constato solo che nel panorama universitario nazionale una parte consistente dei rettori vengono eletti per rassicurare il corpo docente e gli apparati tecnico-amministrativo e non per innovare e si presentano quindi con programmi molto generici. Per quanto riguarda la nostra universit\u00e0 noi non siamo nella condizione di poter conservare l&#8217;esistente. Forse questa volta il nuovo rettore potr\u00e0 avere pi\u00f9 tempo dei predecessori perch\u00e9 il mandato, se verr\u00e0 modificato lo statuto, passer\u00e0 da tre a sei anni. Spero che usi questo periodo per tentare una vera e propria rifondazione dell&#8217;Ateneo ?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Come vorrebbe che fosse la rifondazione che auspica?<\/strong><br>\n\u201cPer essere realisti e propositivi forse non \u00e8 inutile ricordare che i cambiamenti necessari vanno fatti compatibilmente con l&#8217;insieme della legislazione universitaria esistente ma anche in forza del principio dell&#8217;autonomia universitaria. E che il percorso necessita di una certa gradualit\u00e0 sia per la riforma dell\u2019assetto istituzionale e statutario sia per le questioni legate alla didattica, alla ricerca e all\u2019insieme del sistema formativo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Aldil\u00e0 delle premesse di metodo, quali modifiche statutarie occorrerebbero? <\/strong><br>\n&#8220;Prima di tutto andrebbero modificate le norme riguardanti l\u2019elezione della governance dell\u2019ateneo anche perch\u00e9 dobbiamo rispondere alla domanda su quanto e come le norme statutarie in vigore abbiano consentito o addirittura favorito comportamenti e scelte considerate dalla magistratura di rilevanza penale. Fermo restando naturalmente che l\u2019eventuale responsabilit\u00e0 penale \u00e8 personale e peraltro ancora al vaglio della magistratura. C\u2019\u00e8 poi la questione dell\u2019assetto dipartimentale dell\u2019ateneo da circa un decennio caratterizzato da un solo dipartimento, forse l\u2019unica esperienza esistente in Italia, che ha inevitabilmente prodotto una sovrapposizione di ruoli e funzioni con il rettorato, provocando le dimissioni dopo pochi mesi dei diversi direttori che si sono succeduti. C\u2019\u00e8 inoltre da valutare l\u2019opportunit\u00e0 di costituire un Centro autonomo dei Corsi di Lingua per conferire maggiore spessore istituzionale, amministrativo e formativo a questo comparto fondamentale dell\u2019universit\u00e0 . \u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Passiamo ora alle proposte pi\u00f9 concrete\u2026<\/strong><br>\n\u201cInnanzitutto occorre implementare le iniziative per attrarre studenti ai Corsi di Lingua poich\u00e9 rappresentano una risorsa e un alimento rilevante, seppur parziale, per i Corsi di laurea. Per questa via si pu\u00f2 meglio integrare tradizione e innovazione, obiettivo questo che non si \u00e8 mai realizzato pienamente. Si tratta poi di ridefinire gli stessi Corsi di laurea per renderli pi\u00f9 corrispondenti alle nuove esigenze formative e professionali, in sintonia con la particolare identit\u00e0 culturale e istituzionale della Stranieri. E contestualmente si pu\u00f2 intervenire sull\u2019organizzazione della didattica per meglio corrispondere alle esigenze degli studenti; sugli indirizzi e i finanziamenti per la ricerca scientifica al fine di migliorare ancora i risultati. E&#8217; poi indispensabile tornare a riflettere sui criteri posti alla base del reclutamento dei docenti che dovrebbe essere sempre pi\u00f9 legato alle reali esigenze dell\u2019offerta formativa.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Siamo arrivati dunque al tema dei concorsi che \u00e8 oggetto della particolare attenzione della magistratura&#8230;<\/strong><br>\n\u201cNon ho elementi precisi al riguardo, anche perch\u00e9 in quasi trenta anni che insegno alla Stranieri, non ho mai fatto parte di alcun organismo dirigente dell\u2019ateneo. Penso comunque che al di l\u00e0 delle pi\u00f9 o meno fondate esigenze accademiche, abbia suscitato interrogativi dentro e fuori l\u2019universit\u00e0 il fatto che questi concorsi ,non pochi per un \u2018universit\u00e0 delle nostre dimensioni, siano stati banditi in tempi ristretti e solo per alcuni settori disciplinari.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel recente dibattito che si \u00e8 sviluppato in vista dell\u2019elezione del nuovo rettore si \u00e8 parlato anche della possibilit\u00e0 del cosiddetto \u201cpapa straniero\u201d, di un rettore cio\u00e8 di alto profilo proveniente da un altro ateneo. Cosa ne pensa? <\/strong><br>\n\u201cTeoricamente sarebbe possibile, ma temo che un malinteso senso dell&#8217;orgoglio e dell&#8217;autonomia del corpo docente e dell&#8217;apparato tecnico-amministrativo faccia s\u00ec che non sia gradita una presenza esterna, anche se competente e autorevole\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Intervista a Alberto Stramaccioni di Maria Gabriella Mecucci su www.passaggimagazine.it) Siamo vicini alle elezione del Rettore della Stranieri (si terranno in aprile), a cento anni dalla sua fondazione (1921). Avverr\u00e0 in mezzo ad una tempesta senza precedenti: l&#8217;ateneo sta infatti vivendo una delicata vicenda giudiziaria, e una non meno grave crisi degli iscritti. I dati pi\u00f9 recenti dicono che in tutto sono circa 2500 all&#8217;anno: un migliaio ai corsi di laurea e 1000-1500 ai corsi di lingua e cultura. 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