Mercoledì 19 Marzo 2008
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"IO, NON RICANDIDATO, VI DICO: BASTA LACRIME DI COCCODRILLO."      sdgfsd

di Alberto Stramaccioni

In queste settimane decisive della campagna elettorale non farò di certo mancare il mio contributo alla battaglia politica che il Partito Democratico sta conducendo in Italia ed in Umbria. Con ciò voglio rassicurare non solo Walter Verini che (“Messaggero”, intervista di domenica 16 marzo) si è dichiarato dispiaciuto della mia assenza dalla lista ma soprattutto i tanti, tantissimi militanti e dirigenti del Pd e non solo che in questi giorni hanno voluto esprimermi direttamente la loro stima e solidarietà politica.


Non sarei allora leale e sincero con me stesso e con i cittadini se sorvolassi sul significato dell’atto che è stato compiuto nei miei confronti, senza alcuna motivazione politica. 
Chi si è opposto alla mia ricandidatura ha compiuto una scelta politica, certamente legittima ai fini del perseguimento dei loro obiettivi, ma credo che sia altrettanto legittimo e giusto che se ne assumano tutte le conseguenti responsabilità. 
D'altronde una delle caratteristiche del nuovo partito dovrebbe essere la democrazia, la trasparenza e la responsabilità diretta dei gruppi dirigenti per le scelte che compiono e i risultati che ottengono. 
Non è quindi il caso di recriminare, in giro per l’Umbria, con lacrime di coccodrillo, come si va facendo, sul rifiuto da parte mia ad accettare comunque la presenza nelle liste del Pd.
Continuerò tuttavia ad impegnarmi nel Partito Democratico perché ritengo estremamente utile il suo progetto politico riformista alla modernizzazione dell’Italia e dell’Umbria. Altra cosa è la riflessione sulla adeguatezza o meno della classe dirigente chiamata ad attuare un simile progetto innovativo. Ma questo è un altro tema sul quale ci sarà tempo e modo per riflettere. 
Oggi la priorità è l’affermazione politica del Partito Democratico in Italia come in Umbria. 
Un risultato positivo in Italia darebbe una spinta importante al processo di semplificazione del sistema politico italiano garantendo una maggiore governabilità al paese in un momento di grave crisi per avviare una fase di profondo rinnovamento del nostro sistema economico-sociale e di quello politico-istituzionale. 
Un risultato positivo in Umbria dovrebbe dare un forte impulso all’azione riformatrice del nuovo partito per contribuire a superare la stagnazione del sistema economico e produttivo rilanciando la crescita e lo sviluppo e coltivando al tempo stesso l’ambizione di ridurre progressivamente la dipendenza del sistema stesso dalla spesa pubblica statale ed europea.
Un esito positivo per il Partito Democratico nel voto del 13 e 14 aprile aiuterebbe la modernizzazione dell’Italia e dell’Umbria in un momento in cui c’è un bisogno diffuso di cambiamento al quale è necessario dare delle risposte e il Pd ha le idee e i progetti per poterlo fare.

 

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