Domenica 21 Ottobre 2007
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"Subito la sfida per la modernizzazione dell'Umbria"
"Dopo le Primarie del 14 ottobre lotta ai conservatorismi"    sgjns

di Alberto Stramaccioni


Il successo del voto del 14 ottobre conferisce al nascente Partito Democratico una particolare responsabilità politica in Italia come in Umbria. Dalle primarie emerge inequivocabilmente, non solo una volontà di partecipazione, pur importante, ma anche e soprattutto un bisogno di cambiamento. Non si possono quindi deludere le attese di migliaia e migliaia di cittadini continuando ad operare e a governare l’Italia e l’Umbria come se nulla fosse successo.
Non è un caso che Walter Veltroni abbia interpretato il voto delle Primarie usando termini come “discontinuità, “innovazione”, “lotta ai conservatorismi”, “modernizzazione”, per caratterizzare proprio l’azione futura di un partito a vocazione maggioritaria.


Così come a livello nazionale anche a livello regionale vanno quindi compiuti atti, definite iniziative, elaborati nuovi progetti e programmi per rispondere al bisogno di cambiamento espresso dai cittadini umbri.
E se la prima verifica politico-elettorale dell’azione del Partito Democratico a livello nazionale, saranno le elezioni Europee, (consultazioni politiche anticipate permettendo) a livello regionale abbiamo poco più di un anno per prepararci alle prossime elezioni comunali e provinciali e appena dopo a quelle regionali. 
Al di là della scelta delle candidature e della competenza e popolarità che deve esprimere la nuova classe dirigente politico-amministrativa sarà importante sapere interpretare la “nuova idea dell’Umbria” che gli elettori chiedono al Partito Democratico. E’ questo un tema che è stato più volte affrontato nella nostra regione, sollecitati dalla diffusa consapevolezza della crisi del modello economico-sociale e del sistema politico-istituzionale umbro, ma risultati tangibili non sono stati ancora conseguiti.
Il Partito Democratico deve quindi rappresentare una nuova occasione, una nuova opportunità e essere uno strumento politico che fa propria la sfida per la modernizzazione dell’Umbria.
Al primo segretario del Pd umbro e all’Assemblea Costituente Regionale, eletti da un così ampio consenso, spetta allora il compito e la responsabilità di dare inequivoci segnali di discontinuità nel breve e nel medio periodo. Non tutto è nelle mani del partito, ma anche su questo tema, come ha detto esplicitamente Veltroni, con lealtà e correttezza si dovrà realizzare una “dialettica fisiologica” tra le funzioni e il ruolo del partito e la sua azione istituzionale e di governo, dall’altra coscienti della reciproca autonomia tra i due momenti diversi e distinti.
In questo quadro l’azione del Pd e del centrosinistra nella società e nelle istituzioni può essere nei prossimi mesi, un importante banco di prova per verificare la volontà e la capacità riformatrice di questo nuovo partito e dell’intero schieramento nella nostra regione, per rispondere al meglio ai chiari segni di insofferenza che sono venuti anche dalle recenti elezioni amministrative. 
Occorre quindi che al più presto si mettano in atto idee, progetti ed azioni per contribuire a superare la perdurante stagnazione del sistema economico e produttivo umbro, per rilanciare la crescita e lo sviluppo, coltivando l’ambizione di ridurre progressivamente la dipendenza del sistema stesso, dalla spesa pubblica statale ed europea 
Per conseguire questi obiettivi è necessario definire ed attuare la riforma e la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione e dello Stato Sociale, la modernizzazione del sistema imprenditoriale, finanziario e formativo e tutto ciò significa mettere in discussione rendite di posizione di alcuni gruppi sociali, privilegi di ceto, assistenzialismi diffusi. Ma questa azione riformatrice può rendere più competitivo ed efficiente l’assetto economico e sociale umbro e difendere così l’interesse generale di una comunità, da tempo incerta sul suo futuro. Naturalmente ogni politica riformista si scontra con pratiche e culture conservatrici o massimaliste particolarmente diffuse anche in Umbria. Accettare così questa sfida riformatrice per il Partito Democratico non può essere una sola possibilità, ma diventa una necessità se vuole realmente corrispondere al bisogno di cambiamento espresso dai cittadini anche con le primarie.
Dopo lo straordinario successo del 14 ottobre è quindi indispensabile che nelle prossime settimane si diano segnali chiari sulla strada che si vuole seguire, proprio perché il Partito Democratico potrà essere una risorsa importante anche per l’Umbria, a condizione però che si sfrutti l’occasione della sua nascita, per modernizzare realmente la nostra regione.

 

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