Sabato 20 Febbraio 2010
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"ELEZIONI REGIONALI: IL PD E' IL PEGGIORE NEMICO DI SE STESSO"
"La Marini, penso sia la soluzione migliore"      dfs

di Armando Vignaroli

Alberto Stramaccioni è disposto a rientrare nei ranghi se nel partito la maggioranza supera mozioni e correnti.
“Le primarie di coalizione avrebbero costituito altro elemento di ulteriore conflitto”.

Chi non conosce Alberto Stramaccioni? Lo chiamano “Binloden” per il carattere forte e determinato e gli splendidi loden che generalmente indossa nelle varie circostanze. Tutti sanno che l’intransigente riformatore ha lasciato l’incarico di Segretario Provinciale del Pd, ma non tutti sanno che il professor Stramaccioni è intenzionato a rientrare nei ranghi a patto che vengano accettare alcune condizioni affinché il partito possa recuperare quanto prima consensi, immagine, dignità e il ruolo che gli compete per tradizione.


“E’ vero, sono disposto a rientrare se si superano mozioni e correnti. E’ passato il congresso, sono passate le primarie e passeranno le regionali. Dopo, se la maggioranza prenderà la decisione di incamminarsi su una strada che rappresenti l’esatto contrario di quella percorsa fin’ora, tornerei volentieri a dare una mano. Diversamente, continuerò a dedicare il mio tempo agli studi e alle mie cose”, ha dichiarato l’ex Segretario provinciale del Pd nel corso di un recente colloquio avuto al Caffè di Perugia. 
Alberto Stramaccioni, 53 anni, rappresenta la parte “nobile” del centrosinistra; laureato in lettere e filosofia, giornalista professionista, insegnante di Storia Contemporanea alla Università per Stranieri, cultore di Storia delle Istituzioni politiche e sociali, è stato Segretario Regionale del Pds-Ds dal 1992 al 2001, deputato nelle liste dell’Ulivo dal 2001 al 2008, Segretario Provinciale del Pd dal novembre 2008. Stramaccioni è anche autore di libri di storia. Durante la conversazione gli abbiamo chiesto, fra l’altro:

Il Partito Democratico, in Umbria, quanti iscritti conta?

“L’anno scorso sono stati registrati nella nostra regione 22.000 iscritti”.

Lei ha votato contro le primarie, gli iscritti non devono partecipare alla scelta dei candidati?

“Certamente si, tanto è vero che ho condiviso le primarie del 25 ottobre 2009. Bottini poteva essere il candidato condiviso e poteva rappresentare una proposta istituzionale. Le primarie del 7 febbraio sono state una forzatura ed hanno dimostrato l’impotenza del gruppo dirigente che dopo mesi di discussioni non è riuscito a trovare una soluzione il più possibile unitaria”.

Perché sono state escluse a priori le “primarie di coalizione” proposte da Vinti del PRC”?

“Avrebbero costituito un elemento di ulteriore conflitto”.

Catiuscia Marini rappresenta una candidatura forte, capace di assicurare il successo?

“Colgo l’occasione per contestare chi sostiene che il Pd, con la Marini, prima ha perduto un Comune ed ora perderà la Regione. La Marini ha fatto il Sindaco per nove anni, ha governato bene, dopo due mandati non poteva ricandidarsi. E’ giovane (42 anni), ha maturato una certa esperienza e visti i conflitti interni al partito penso sia la soluzione migliore.

Un commento sul candidato a Presidente della Giunta Regionale proposto dal PDL?

“Fiammetta Modena è stata consigliere regionale per quindici anni. Immagino che gli esponenti del centro-destra ritengano sia una candidatura di successo. 

Che giudizio da dei rapporti tra politica ed economia?

Sono dell’opinione che anche in Umbria ci sia un ristretto numero di persone che incidono sulle scelte economiche finanziarie ed amministrative più di quelle elette democraticamente. Queste persone, che spesso sfuggono alla notorietà, preferiscono amministratori e politici deboli in modo da poter avere più facilità di manovra. Quando la politica si riduce a semplice attività amministrativa, la può esercitare un burocrate qualsiasi “.

Il Pd riuscirà a riconquistare i voti perduti negli ultimi tempi?

“Il rischio della debacle l’abbiamo corso alle comunali. A parte i quattro comuni andati al centrodestra, il Pd, a Perugia, ha vinto per poco al primo turno, ma forse avrebbe perso se fosse finito al ballottaggio. A Terni il centrosinistra è stato salvato dal conflitto tra l’UDC e Baldassarre; a Foligno la coalizione l’ha spuntata per poco, a Spoleto ha vinto al secondo turno. Il Pdl non ha saputo approfittare. Certo che potremmo riconquistare i voti perduti, ma il Pd deve smettere di essere il peggior nemico del Pd”.

 

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