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Domenica 21 Marzo 2004

"Storia uso pubblico e uso...politico"
"Il volume redatto e curato da Loreto Di Nucci ed Ernesto Galli Della Loggia è oggetto di un importante confronto tra studiosi"    svec

di Alberto Stramaccioni

La recente presentazione all''Università di Perugia del volume Due nazioni, legittimazione e delegittimazione nella storia dell''Italia contemporanea a cura di Loreto Di Nucci ed Ernesto Galli della Loggia è stato un importante confronto tra studiosi di storia. Importante ed utile proprio perché in controtendenza con quello che avviene purtroppo da anni sui giornali ed in televisione, dove si assiste ad uno scontro sulle vicende storiche del secondo dopoguerra senza esclusione di colpi, tra studiosi appartenenti allo schieramento di centrosinistra e di centrodestra. 

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Venerdì 27 Febbraio 2004

"La Giornata per non dimenticare le foibe"
"Si chiude finalmente una pagina controversa e drammatica della storia italiana"   ascecs

di Alberto Stramaccioni

La Camera dei Deputati ha approvato nei giorni scorsi (quasi all'unanimità, con il solo voto contrario di Rifondazione Comunista e del PdCI) la legge che istituisce la Giornata del Ricordo delle vittime delle foibe e degli esuli istriani per il 10 febbraio. Il provvedimento che passa ora all'esame del Senato, è, secondo il giudizio da condividere del Presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, “ un atto di riconciliazione nazionale, di verità e di giustizia, una testimonianza di amore verso tanti italiani per troppo tempo dimenticati ”. Dopo cinquanta anni si è inteso ricordare quelle migliaia di vittime e oltre trecentomila fuoriusciti italiani in Venezia Giulia e Dalmazia dal 1943 al 1949 quando subirono la pulizia etnica per mano dei partigiani titini (nella forma terribile nota come “infoibamento”, dal latino “fovea” che significa “fossa”, sono delle voragini rocciose, a forma di imbuto rovesciato, create dall'erosione di corsi d'acqua, che possono raggiungere anche i 200 metri di profondità) e il forzato esodo dai territori occupati, subito dopo l'8 settembre.

 

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Venerdì 16 Gennaio 2004

"Quei crimini tra giustizia e memoria: il caso dei 40 martiri"
"Dopo Stazzema anche Gubbio chiede una nouva inchiesta"    sseves

di Alberto Stramaccioni

Sessant'anni dopo si può ancora avere giustizia. I responsabili e gli esecutori dei terribili crimini nazifascisti, perpetrati in Italia tra il 1943 e il 1945, contro quasi 15 mila civili tra donne, vecchi e bambini possono avere un volto e un nome ed essere così assicurati finalmente alla giustizia italiana. Non certo per vendetta, ma perché i delitti contro l'umanità sono imprescrittibili. Il passare del tempo può forse attenuare l'esigenza della esecuzione della pena, ma non certo la necessità della condanna. Questa volontà di fare giustizia è stata d'altronde interpretata, nei giorni scorsi, dai giudici del tribunale militare di La Spezia che hanno rinviato a giudizio tre ex ufficiali delle Ss sospettati di aver partecipato, nell'agosto del 1944, all'eccidio di Sant'Anna di Stazzema che provocò la morte di 560 civili tra i quali alcuni bambini di pochi mesi. E proprio di questi crimini nazifascisti si sta occupando una speciale commissione parlamentare bicamerale d'inchiesta che ha iniziato i suoi lavori in autunno. L'organismo è stato istituito per accertare le ragioni e le responsabilità politiche dell'occultamento, o meglio dell'arbitraria «archiviazione provvisoria» avvenuta nel 1960 da parte della Procura Generale Militare di ben 695 fascicoli. 
Documenti ritrovati nel 1994 nel cosiddetto “armadio della vergogna” dal Procuratore militare Antonino Intelisano i quali contenevano le prime istruttorie su altrettante rappresaglie ed eccidi. Oggi quindi, dopo tanti anni, con l'attività della Commissione d'inchiesta la possibilità di fare giustizia sui tanti tremendi eccidi si fa più vicina. Questo bisogno inestinguibile è particolarmente sentito anche in Umbria dove in particolare a Gubbio il 22 giugno 1944, per rappresaglia contro un'azione partigiana, si arrivò alla fucilazione di 40 cittadini innocenti, «i 40 martiri» .Assieme alle tragiche rappresaglie più note, quella di Gubbio per l’efferatezza e il numero dei civili morti è senz’altro particolarmente emblematica dei crimini contro l’umanità perpretati dai tedeschi in ritirata.
Putroppo l'indagine sui 40 martiri di Gubbio, condotta da più autorità italia e alleate, all'indomani della fine della guerra non portò all'individuazione di alcun responsabile e la Procura militare archiviò il fascicolo. Recentemente il procuratore generale Intelisano ricevendo un Comitato di eugubini ha preso atto delle loro richieste di riaprire l'inchiesta pur non potendo constatare allo stato elementi o fatti nuovi. 
Contemporaneamente l'Amministrazione comunale di Gubbio ha rivolto alla Commissione l’invito ad essere presente nella città, in occasione del sessantesimo anniversario della strage e a fare di tutto affinchè si riapra l’inchiesta e il processo. La commissione lavorerà quindi per fare giustizia e tenere alta la memoria di quei tragici eventi perché è proprio la memoria che può supplire alla eventuale mancanza di giustizia in un tempo in cui riaffiora quotidiamente l'intolleranza, l'antisemitismo, il fanatismo religioso e la violazione. dei diritti umani a cominciare da quello alla vita.

 
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Lunedì 12 Gennaio 2004

"Memoria e Giustizia per i vivi e per i morti"
"Al lavoro la Commissione Parlamentare sui crimini nazi-fascisti; interessa Gubbio"   svsevs

di Alberto Stramaccioni

Dopo la pausa festiva entra nel vivo l''attività della Commissione parlamentare bicamerale sull''occultamento dei fascicoli relativi ai crimini nazifascisti perpetrati in Italia tra il settembre 1943 e l''aprile 1945. Crimini in gran parte rimasti impuniti e nei quali morirono circa quindicimila civili italiani tra cui donne, giovani, vecchi e bambini. 

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Giovedì 03 Aprile 2003

"I Giolittiani dell'Umbria"
"Dalla XXI alla XXVI legislatura, 1900-1924"    svesvs

di Alberto Stramaccioni

La grande maggioranza dei parlamentari umbri fino alla riforma elettorale del 1919 sostennero i diversi governi gioliattiani, ricoprendo anche importanti responsabilita' di governo e si impegnarono per lo sviluppo della Provincia dell'Umbria.

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