Il sessantotto e la sinistra (Editrice Protagon, Perugia, 1988)

Il sessantotto e la sinistra

Questo volume è il risultato di una ricerca su di un fenomeno sociale, politico e culturale, non certo circoscrivibile alle vicende di un anno o poco più. L’analisi pone in luce le particolarità del caso italiano nel quadro dei movimenti sviluppatisi in Europa e nel mondo per tutti gli anni sessanta.

Il Sessantotto in Italia mette a confronto la tradizione e l’elaborazione teorica e culturale delle componenti critiche della sinistra politica ed intellettuale con le trasformazioni sociali ed economiche del neocapitalismo e con i processi di scolarizzazione di massa. Un filo rosso collega perciò le origini e i caratteri del movimento studentesco alla storia del movimento operaio italiano.

Il Sessantotto e la sinistra diventano così i due termini di una dialettica permanente che produce nuovi movimenti e nuove culture, trasforma le stesse organizzazioni storiche della classe operaia ed investe tutte le istituzioni della società civile. Questa particolare tesi interpretativa trova la sua conferma sia nello sviluppo delle lotte del movimento studentesco, che nei caratteri delle mobilitazioni operaie a partire dall’autunno caldo, e più in generale nella nuova cultura politica della sinistra maturata nel corso degli anni settanta.

Nel quadro nazionale l’esperienza umbra rappresenta un osservatorio di particolare interesse. Il processo di modernizzazione, in questa regione rossa della terza Italia, è sostenuto infatti dall’affermarsi di nuove dinamiche politiche e culturali. Le lotte regionaliste e per la programmazione democratica dello sviluppo insieme alle mobilitazioni pacifiste come pure le iniziative per l’estensione della democrazia di base, la salute in fabbrica e una psichiatria alternativa contribuiscono a definire la nuova identita’ dell’Umbria. La sinistra, spesso attardata sull’orizzonte teorico e politico della cultura mezzadrile è sollecitata dalla diffusione in tutta la regione del movimento studentesco a sprovincializzarsi e a definire le sue prospettive anche di fronte all’emergere di nuove realtà operaie ed urbane.

Pur inserendosi nella nutrita pubblicistica sull’argomento, il volume rappresenta tuttavia una novità nel panorama editoriale degli ultimi anni, sia per la particolare angolazione interpretativa che per la sistematicità della ricognizione storiografica. Inoltre la ricchezza delle indicazioni bibliografiche e l’ampia appendice con schede delle riviste, dei gruppi della nuova sinistra ed un minuziosa cronologia delle lotte e degli avvenimenti tra il 1960 e il 1972, costituisce una mappa sicura per orientarsi nel labirinto di movimenti e culture.

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