Una certa idea della politica (Edimond, Città di Castello, 1995)
(Dalla prefazione di Ernesto Galli Della Loggia)
“Non è certamente molto consueto nel costume italiano che chi è impegnato in politica e abbia un compito di direzione decida ad un tratto di parlare fuori dai denti”
Alberto Stramaccioni (…) è dunque un dirigente politico che parla con spregiudicatezza dei problemi che il suo partito ha dovuto affrontare, e delle contraddizioni in cui si è trovato (e si trova ancora ?) impigliato. (…) Egli denuncia anche all’interno del PDS e del circuito istituzionale che da esso dipende “il potere di un ceto politico-amministrativo” e la sua “resistenza al cambiamento” che ne fa “un’oggettiva forza di conservazione dell’esistente”, punta il dito contro la “mancanza di trasparenza” che il più delle volte è stata la regola nella vita interna di partito, (…) parla senza mezzi termini del peso che anche in esso hanno avuto “le oligarchie” e della “logica gattopardesca” con la quale anche nel PDS queste sono state solite muoversi.
… queste pagine, sono il segno che a sinistra sta giungendo ai posti di massima responsabilità una generazione nuova, decisa a portare nella politica modi di esprimersi – e dunque, presumibilmente, anche di agire – più diretti, più veri, più vicini alla sensibilità delle donne e degli uomini comuni, ai sogni e ai bisogni ai quali la politica deve obbligatoriamente rivolgersi.





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