Tre strutture militari umbre passate dal Ministero della Difesa all’Agenzia del Demanio: l’ex aeroporto di Castiglione del Lago, il Poligono Tsn di Magione e lo stabilimento esplosivi ex Spea di Narni. Sarà ora possibile l’uso per fini pubblici e sociali
Nei giorni scorsi è stato ufficializzato il decreto per il trasferimento degli immobili del Ministero della Difesa all’Agenzia del Demanio.
“I due soggetti istituzionali – riferisce in una nota l’on. Alberto Stramaccioni, membro della Commissione Difesa della Camera dei Deputati – hanno firmato il primo decreto per il passaggio al patrimonio immobiliare dello Stato di 201 immobili non più utili ai fini istituzionali, per un valore di un miliardo di euro”.
“Il provvedimento – prosegue Stramaccioni – rientra nelle disposizioni previste dalla Finanziaria 2007 (art.1 comma 263) ed è il primo di quattro decreti che sanciscono il passaggio di immobili dagli usi militari al patrimonio disponibile dello Stato. L’operazione di trasferimento degli immobili ex Difesa avrà termine entro luglio 2008, quando l’ultimo decreto completerà l’individuazione dei beni da trasferire all’agenzia del Demanio, per un valore complessivo di 4 miliardi di euro. I 201 immobili, oggetto di questo primo decreto saranno consegnati all’Agenzia del Demanio entro il 30 giugno 2007”.
“E’ prevista per luglio 2007 – afferma il deputato Ds – una seconda “lista” di beni per il valore di 1 miliardo di euro con consegna entro fine 2007. Con identiche modalità verranno poi consegnati, entro il 2008, beni immobili per un valore di altri 2 miliardi di euro. Tra i 201 immobili sono identificate tre strutture di proprietà del Ministero della Difesa che ora sono a disposizione dei Comuni per un uso pubblico e sociale. Si tratta dell’ex aeroporto di Castiglione del Lago, del Poligono Tsn di Magione e dello stabilimento esplosivi ex Spea di Narni”.
“Le tre strutture non più di proprietà del Ministero della Difesa – conclude l’on. Stramaccioni – rappresentano oggi gli strumenti immobiliari per progetti di valorizzazione a disposizione dei Comuni interessati per iniziative in linea con i fabbisogni del contesto urbano e sociale nel quale gli immobili sono inseriti. L’uso di queste strutture rappresenta comunque un’opportunità di sviluppo e di innovazione nella gestione del patrimonio immobiliare pubblico e nella pianificazione degli assetti territoriali”.





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