Cinque anni a Montecitorio

Umbria Settegiorni
Intervista all’On. Alberto Stramaccioni candidato dei Ds alla Camera dei Deputati

di Valeria Marini

Alberto Stramaccioni, deputato Ds, dopo essere stato segretario Regionale per quasi dieci anni, dal 1992 al 200,1 in questo stesso anno è stato eletto alla Camera dei Deputati nel Collegio Perugia 2. Ha espresso 21.743 voti in Aula, in altrettante presenze, illustrato 7 interrogazioni, una interpellanza, e pronunciato 4 interventi sui temi di politica generale, ha presentato 14 ordini del giorno e un disegno di legge. Insieme a Stramaccioni facciamo il punto sulla sua attività politico-istituzionale nei cinque anni in cui ha lavorato a Montecitorio.

Onorevole Stramaccioni qual è stato il suo impegno nella prima legislatura?
Ho lavorato in due Commissioni Parlamentari la XIII Commissione che si occupa delle politiche agricole e la speciale Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle cause dell’occultamento dei fascicoli relativi ai crimini nazifascisti. Vorrei sottolineare comunque che come deputati dell’opposizione al governo di centrodestra di Berlusconi, siamo stati impegnati su diversi temi, soprattutto per contrastare le tante leggi ad personam.

Qual è stato il suo impegno nella Commissione Agricoltura?
È stato un lavoro interessante, soprattutto perché ci si è occupati di dotare le nostre imprese agricole di risorse e strumenti per competere in un mercato agro-alimentare sempre più competitivo e dove il tema della sicurezza alimentare ha assunto un peso crescente. La politica europea in agricoltura ha rischiato poi di penalizzare in Umbria un comparto economico, come quello del tabacco per il quale ci siamo mobilitati, con l’attenzione rivolta a diversificare e riconvertire le colture. Oltre all’attività nella commissione Agricoltura devo dire che l’impegno più gravoso che mi è stato richiesto è stato quello nella Commissione sull’occultamento dei crimini nazifascisti.

Di che si tratta?
È una Commissione Bicamerale d’inchiesta che aveva il compito di accertare le ragioni per cui per oltre mezzo secolo sono stati tenuti nascosti centinaia e centinaia fascicoli relativi ai crimini perpetrati da nazisti e fascisti tra il ‘43 e il ‘45, che hanno portato alla morte oltre 15 mila civili in stragi efferate, senza risparmiare donne, anziani e bambini.

Durante il lavoro della Commissione c’è stato qualche aneddoto particolare da raccontare?
Si, l’audizione del Senatore Andreotti, come al solito molto sfuggente e reticente sulle sue responsabilità, specialmente di fronte alle domande del sottoscritto sul ruolo dei servizi segreti nell’occultamento dei crimini nazifascisti.

A proposito di questa Commissione lei è stato anche promotore di una proposta di legge, ce ne può parlare?
Si tratta di una proposta di legge per l’istituzione di un “Archivio nazionale della memoria dei crimini nazifascisti”, che vuole ricordare agli italiani le tante vittime assieme al bisogno di giustizia verso i crimini contro l’umanità che sono e rimangono imprescrittibili.

E per quanto riguarda il rapporto col territorio? Qual’è stato il suo impegno?
Oltre alla partecipazione a numerose assemblee e iniziative pubbliche sui temi politici più generali, le citerò alcune mozioni, interpellanze, interrogazioni e ordini del giorno, a mio avviso, piuttosto significativi. In primo luogo siamo riusciti a sospendere la costruzione di un centro di permanenza temporanea per immigrati clandestini nel territorio di Bettona. Mi sono poi impegnato per garantire la funzionalità nella sezione distaccata di Todi-Marsciano-Deruta del Tribunale di Perugia; poi per la messa in operatività dell’ente irriguo umbro-toscano; per inserire il nodo vario di Perugia tra le opere da finanziare nel Dpf 2003-2006 e per la messa in sicurezza della statale Flaminia. E ancora, ci siamo impegnati per evitare la riduzione lavorativa allo stabilimento della Nestlè a Perugia e in favore dei lavoratori e dello sviluppo della Thyssen Krupp. Ma anche per la salvaguardia dell’Accademia di Belle Arti di Perugia e contro la chiusura totale o l’apertura solo in certi giorni di alcuni Uffici Postali in Umbria. Recentemente poi sono intervenuto sulla mancanza del collegamento ADSL nella zona di Giano dell’Umbria-Bastardo e sulla mancanza di ricezione del segnale Rai in alcune frazioni del Comune di Todi. 

In questi cinque anni, accanto all’attività strettamente parlamentare in aula e in Commissione, di che cos’altro si è occupato?
Ho legato all’attività parlamentare un impegno giornalistico e pubblicistico. In questi anni scritto su alcuni giornali locali, in particolare ho mantenuto una collaborazione costante con questo settimanale, Umbriasettegiorni. Ritengo che questa ulteriore attività sia importante per mantenere un contatto costante con gli elettori e con l’opinione pubblica sull’attività politico-parlamentare. 

Sappiamo che in questi anni, sia pure nei mesi estivi, ha continuato ad insegnare Storia Contemporanea all’Università per Stranieri come professore a contratto, ma ha anche svolto una particolare attività editoriale, quali risultati ha conseguito? 
Dal punto di vista editoriale, nel 2002 è uscito un volume dal titolo La sinistra e la sfida riformista, con prefazione di Piero Fassino mentre l’anno successivo il pamphlet Rossi per sempre un dialogo sulla politica e l’Umbria con Ernesto Galli della Loggia. Quest’anno invece, in occasione degli ottant’anni dalla sua nascita, ho pubblicato un volume sull’Università per Stranieri di Perugia dal titolo: Un’istituzione per la lingua e la cultura italiana nel mondo, che verrà presentato dalla stessa Università per Stranieri, il prossimo 18 marzo alla Sala della Vaccara di Perugia. Attualmente sto lavorando ad una pubblicazione sui crimini nazifascisti, mentre sta per andare in stampa un testo di storia contemporanea, dal 1861 al 2006, per studenti universitari. Inoltre sono praticamente in fase di ultimazione due ricerche storiche sul giacobinismo e sull’esperienza dei parlamentari in Umbria dall’Unità d’Italia agli anni novanta.

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