Rupe e Colle, una nuova legge speciale? Le prospettive per il completamento delle opere di risanamento di Orvieto e Todi

Umbria Settegiorni

Nei giorni scorsi a Todi è stata organizzata dalla Regione dell’Umbria, dalle due Soprintendenze e dai Comuni di Todi e Orvieto una giornata di studio per fare un bilancio dei lavori eseguiti negli ultimi trent’anni con le tre leggi speciali per il consolidamento della Rupe e del Colle.
L’occasione del convegno è stata però anche utilizzata per riflettere sulle prospettive per il completamento degli interventi, la continuità delle attività di monitoraggio e manutenzione, per la promozione di attività di ricerca finalizzate alla conservazione e valorizzazione delle due città.

Come è noto, questi due importanti centri storici con ben tre leggi speciali, la prima del 1978, la seconda del 1987 e la terza del 1997, sono state oggetto di importanti opere di risanamento e consolidamento dei loro abitati caratterizzati nei secoli da una particolare fragilità strutturale. La massa tufacea sulla quale risiede la città di Orvieto è stata logorata fin dai tempi degli etruschi, dagli agenti atmosferici e dall’erosione dell’acqua. Lo stesso Colle di Todi, proprio per la sua caratterizzazione geologica, è stato oggetto di frane e dissesti fin dal seicento.
Fu così che dopo alcuni provvedimenti dello Stato Pontificio e dello Stato nazionale unitario, solo negli anni settanta, con l’avvento della Regione, si pose il problema di un intervento più organico di consolidamento degli abitati storici di Todi e Orvieto. Il primo finanziamento avviene con la legge n. 230 del 1978 con la quale si avviano gli interventi e gli studi sistematici sulla Rupe di Orvieto e sul Colle di Todi. Ma le due leggi più importanti ed organiche per tipologie di interventi e per risorse finanziarie sono state la legge n. 545 del 1987 e la legge n. 242 del 1997. Con questi provvedimenti per la prima volta si finanzia lo studio per gli interventi sul dissesto, assieme all’importante recupero-restauro dell’ingente patrimonio storico artistico delle due città. La legge del 1987 è gestita dalla Regione dell’Umbria d’intesa con i due Comuni per la parte riguardante i lavori pubblici; dal Ministero per i Beni e le Attività culturali per quanto riguarda il restauro del patrimonio storico architettonico, mentre soltanto con l’ultima legge del 1997 è prevista l’intesa con i Comuni. 
Negli anni sono stati spesi quasi cinquecento miliardi delle vecchie lire con trasparenza ed efficacia con in ben poche altre parti d’Italia. Con questi provvedimenti si è realizzato un lungo e positivo lavoro che ha messo in sicurezza gli abitati, consolidato frane e dissesti, salvaguardato il patrimonio storico-artistico. Ma sono stati privilegiati solo i lavori delle zone più instabili e di maggior rischio per le persone, lasciando fuori però alcuni lavori proprio su quelle parti ancora da consolidare, in particolare sulla Rupe di Orvieto, ma anche sul Colle di Todi.

Oggi quindi si tratta di completare gli interventi di consolidamento su versanti mai coinvolti e di provvedere all’ulteriore manutenzione, oltre al sostegno all’Osservatorio per il monitoraggio strumentale sulle aree e sulle opere effettuate.
Occorre quindi una nuova legge speciale per Todi e Orvieto?
A questa domanda credo sia utile che rispondano gli amministratori umbri, il Governo nazionale assieme ai parlamentari di maggioranza e di opposizione.
Intanto però i parlamentari del centrosinistra, coscienti che ogni anno al Comune di Todi servono almeno 600 mila euro per sostenere i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria di tutte le opere di regimazione delle acque e di salvaguardia delle pendici a tutela dei lavori realizzati e più del doppio per il Comune di Orvieto, hanno già proposto un emendamento alla finanziaria 2004 per far fronte a queste esigenze. Al tempo stesso si sono impegnati per definire uno specifico disegno di legge per la prossima legislatura particolarmente attento ai problemi dell’ulteriore consolidamento e del restauro, sottolineando contestualmente le modalità di intervento che devono vedere la presenza in prima persona delle due Amministrazioni Comunali. 
Ad oggi comunque non è stata riscontrata nessuna particolare attenzione ai problemi della Rupe e del Colle da parte del Governo nazionale, anche per la difficilissima e perdurante situazione economico-finanziaria del Paese. 
Servirebbe invece per interventi con queste caratteristiche un positivo impegno sia delle forze del governo che di quelle di opposizione nell’interesse delle città, delle popolazioni, delle imprese e dello sviluppo economico e sociale dell’intero territorio.
Gli anni in cui furono approvate le precedenti leggi speciali, il 1978, il 1987 e il 1997, corrispondono a particolari periodi della vita politica nazionale, ma in tutte e tre i casi è stato decisivo il rapporto di collaborazione tra maggioranza e opposizione nella naturale distinzione dei diversi ruoli politico-istituzionali.
L’auspicio è quindi quello di poter costruire un clima e una collaborazione tale da contribuire ulteriormente al consolidamento e alla manutenzione della Rupe di Orvieto e del Colle di Todi.

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