Intervento di Alberto Stramaccioni alla Direzione Regionale del 24 Giugno 2005

di Alberto Stramaccioni

Vorrei fare una premessa e due considerazioni. Innanzitutto la discussione che facciamo stasera forse sarebbe stato utile averla svolta prima delle elezioni comunali, provinciali, regionali. Se si vuole effettivamente ridare un ruolo autonomo e progettuale al partito anche attraverso l’elezione di un Comitato Politico, come organismo dirigente intermedio tra la Segreteria e la Direzione, non si può che essere d’accordo.
Non vorrei però che la nostra discussione si svolgesse in un ottica troppo provincialistica. Le vicende politiche delle ultime settimane dal risultato eccezionalmente positivo per il centrosinistra alle regionali, ma non del tutto previsto,all’esito del Referendum sulla procreazione assistita e insieme a questo l’iniziativa della Margherita che mira a competere con i Ds per la guida politica della coalizione, ci chiamano ad un ruolo nuovo e diverso del partito.
Aumentano le nostre responsabilità anche in vista delle prossime elezioni politiche e dell’assunzione delle eventuali responsabilità di Governo e ci si chiede una maggiore capacità di prospettare soluzioni innovative e riformiste per i grandi problemi del paese.

Il nostro lavoro deve essere quindi rivolto a costruire una identità riformatrice del partito senza rinchiudersi in una logica conservativa dell’esistente.
Mignini nella sua relazione di stasera ha espresso giudizi precisi e trancianti sullo stato del partito in Umbria definendolo un “comitato elettorale” che ha perso la sua funzione generale di rappresentanza politica. In questa valutazione si colgono preoccupazioni certamente fondate, ma il problema è come superare questa situazione, che peraltro non è una tendenza recente nella vita del partito. Questa caratterizzazione che peraltro si è sviluppata a partire dalla fine degli anni settanta nel Pci si è poi via via accentuata negli anni ottanta e novanta.
Le leggi elettorali per l’elezione diretta di Sindaci e Presidenti hanno dato un contributo decisivo alla caratterizzazione attuale del ruolo del partito, sempre più proteso ad impegnarsi nell’attività politico-amministrativa. Il rapporto tra il partito e la società si è andato modificando e oggi dobbiamo tra l’altro porci il problema di orientare una nuova leva di amministratori di centrosinistra eletti nelle ultime tornate elettorali in modo particolarmente rilevante.
C’è quindi aperta una nuova questione nazionale sul ruolo del partito che non sembra essere sufficientemente presente all’attenzione dello stesso gruppo dirigente nazionale. C’è poi da aggiungere che negli ultimi tempi la logica della preferenza unica e del collegio uninominale hanno accentuato questa tendenza del partito a costituirsi in comitato elettorale con degenerazioni leaderistiche e personalistiche, che conosciamo aggravate qui in Umbria da un persistente localismo.
Si tratta quindi di lavorare con uno spirito costruttivo per superare questa tendenza che ha un suo peso anche in Umbria. 
Non credo però che si possano identificare i gruppi dirigenti delle cinque federazioni costituitesi appena pochi mesi fa come i contropoteri della Segreteria regionale. Si tratta di lavorare positivamente per la costruzione di un gruppo dirigente realmente unitario su un progetto realmente condiviso senza gridare alla esasperazione territorialistica. 
Ci sono questioni come la modernizzazione economico-sociale e politico-istituzionale dell’Umbria che richiedono uno sforzo particolarmente impegnativo dell’insieme del gruppo dirigente, soprattutto di quello impegnato nelle istituzioni. E proprio per questo l’elezione di un nuovo organismo dirigente come il Comitato Politico sarebbe stato più utile prima dell’elezione di Sindaci e Presidenti.
Comunque come diceva il maestro Manzi “non è mai troppo tardi” e quindi ben venga l’elezione di un Comitato Politico che svolga un ruolo di direzione politica insieme alla Direzione regionale. Sul numero dei membri non entro nel merito, l’importante è che nei prossimi mesi svolga un autentico ruolo di direzione politica di fronte alle tante sfide della competizione politica sia sul piano regionale che nazionale.

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