Gli Ogm ora sono senza controllo

Umbria Settegiorni
Il Consiglio dei Ministri rinvia il decreto sulle biotecnologie di Alemanno

di Alberto Stramaccioni

Dopo tanti anni di discussione sull’uso delle biotecnologie nei più svariati campi, oramai anche in Italia si impone una normativa soprattutto nel settore agricolo. E infatti il ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno ha presentato nei giorni scorsi al Consiglio dei Ministri un decreto per regolamentare il settore proponendo un uso molto limitato degli o.g.m., organismi geneticamente modificati, ma il presidente Berlusconi ne ha chiesto il rinvio sine die. Ad oggi non si sa ancora quando se ne tornerà a parlare e sembrano prevalere gli interessi delle lobby delle multinazionali che hanno investito grossi finanziamenti proprio nei brevetti o.g.m.. Lobby che affinché i loro prodotti arrivino anche in Italia dove francamente non ce n’è alcun bisogno, ed anzi metterebbero seriamente in discussione l’affidabilità e la qualità dell’intero settore agroalimentare.

Il decreto proposto dal ministro delle politiche agricole proponeva d’altronde norme chiare sulle eventuali contaminazioni: i campi con colture biologiche non devono correre alcun rischio, quelli tradizionali non possono superare un tasso di contaminazione del prodotto superiore all’0,9%. E il decreto interveniva poi sul principio di responsabilità: chiunque infrange le norme, contaminando con i suoi prodotti Ogm le altre colture ne risponde direttamente sia in sede civile che in sede penale. Inoltre nel decreto si richiedeva una moratoria per le Regioni che non approvano leggi in materia di Ogm: in sostanza, finché non fissano le loro regole non possono far coltivare prodotti geneticamente modificati. Infine lo stesso decreto prevedeva una copertura giuridica di carattere nazionale alle Regioni (dodici in tutto) che si sono già dichiarate o si stanno dichiarando “Ogm free”, che cioè hanno bandito le coltivazioni Ogm.
Di fronte a questo decreto Berlusconi considerando eccessivamente restrittive queste norme le ha definite illiberali e ha bloccato ogni decisione.
L’approvazione del decreto era infatti essenziale perché l’Unione europea ha iscritto nel suo registro delle sementi ben 17 varietà di mais Ogm. L’Italia non può che ratificare la decisione. Con il risultato che quando si aprirà la stagione della semina, nelle Regioni che non hanno legiferato sulla questione (e in particolare in quelle interessate ai prodotti geneticamente modificati, come la Lombardia) coltivazioni Ogm potranno affiancare quelle tradizionali e quelle biologiche.

Eppure in Italia lo scetticismo nei confronti degli Ogm è forte. Soprattutto tra i coltivatori. Solo la Confagricoltura – che rappresenta le grandi imprese agricole – è possibilista, e infatti ha salutato favorevolmente la bocciatura del testo di Alemanno. Decisamente contrarie sono sia la Confederazione italiana degli agricoltori sia la Coldiretti, che è quella numericamente più rappresentativa della categoria.
L’uso delle biotecnologie è certamente una questione molto discussa con forti implicazioni politiche, finanziarie ed etiche verso le quali ci sono opinioni contrastanti fino a considerare gli Ogm l’unica possibilità di combattere seriamente la fame nel mondo. Recentemente sul tema è intervenuta anche la gerarchia cattolica che nel “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” dà un «giudizio positivo» sulla «liceità» dell’applicazione delle «nuove tecnologie» all’agricoltura, alla zootecnia, alla medicina e alla protezione dell’ambiente, ma propone insieme «un forte richiamo al senso di responsabilità» in quell’applicazione. L’uomo «non compie un atto illecito quando, rispettando l’ordine della natura, la bellezza e l’utilità dei singoli esseri viventi e della loro funzione all’interno dell’ecosistema, interviene modificando alcune loro caratteristiche e proprietà». Ma «è necessario valutare accuratamente la reale utilità di tali interventi, nonché le loro possibili conseguenze anche in termini di rischi».
La questione degli Ogm in agricoltura ha suscitato naturalmente reazioni contrapposte, ma è certamente un problema sul quale comunque intervenire.

Il Ministro dell’Agricoltura ha riconfermato la volontà di andare avanti sulla questione dichiarandosi disponibile anche a modificarle, ma ad oggi nessuno nel Governo è intenzionato a riprendere in mano la questione.

Potrebbero interessarti anche...