Risoluzione sui beni della Difesa

Approvato un documento sulla dismissione dei beni del Ministero

L’on. Alberto Stramaccioni in qualità di membro della Commissione difesa della Camera dei Deputati, nella seduta del 4 ottobre ha sottoscritto l’approvazione di una Risoluzione della Commissione stessa riguardante la dismissione dei beni immobili della Difesa.

“Perugia e l’Umbria sono particolarmente interessate a questi provvedimenti – ha sostenuto l’on. Alberto Stramaccioni – soprattutto dopo il passaggio dal reclutamento obbligatorio a quello volontario” . “Questo patrimonio urbanistico ed architettonico – ha continuato l’on. Stramaccioni – per come si è storicamente consolidato nel tempo a Perugia, Terni, Foligno, Orvieto, Spoleto rappresenta per il contesto urbano e territoriale in cui è inserita una servitù, ma anche un risorsa, utilizzabile sulla base di una diversa destinazione d’uso, anche ai fini di una riprogettazione degli assetti urbanistici e del territorio, tenendo conto della realtà e delle esigenze locali”. “Considerata la natura dei beni in discussione – ha proseguito l’on. Stramaccioni – è necessario realizzare una armonizzazione virtuosa tra le esigenze, della Difesa con quelle degli enti locali e degli altri soggetti, pubblici e privati, interessati all’uso di tali beni, in modo da consentire la valorizzazione del patrimonio immobiliare e l’utilizzazione dei proventi da parte del ministero della Difesa per finanziare le esigenze prioritarie di ammodernamento e ristrutturazione delle nostre Forze armate.”

Di fronte a queste necessità la Risoluzione sostenuta dall’on. Alberto Stramaccioni impegna il Governo :
“- ad adottare ogni utile iniziativa, anche di carattere normativo, al fine di realizzare una significativa semplificazione dei procedimenti di dismissione dei beni immobili della difesa che definisce nel contempo le modalità di responsabilizzazione al risultato dei diversi livelli amministrativi coinvolti, attribuendone i relativi proventi al ministero della difesa; 
– a considerare gli enti locali come interlocutori privilegiati nei procedimenti di dismissione dei predetti beni, coinvolgendoli, anche mediante adeguati incentivi, nella valorizzazione dei beni stessi da realizzare livello locale nel quadro di iniziative di carattere economico-sociale” .

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